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16/05/2013 - 09:58
Sabato 18 maggio alle ore 9.30 comitati e cittadini sono chiamati a mobilitarsi presso la sede della C.A.V. (Concessioni Autostradali Venete – Via Bottenigo, 64/A 30175 – Marghera). Nei mesi scorsi, i preannunciati esorbitanti rincari dei pedaggi autostradali per la tratta Padova-Mestre hanno fatto scattare l’inignazione e la protesta di vari comitati della Riviera del Brenta e del miranese. La questione delle tariffe, punta di un iceberg, ha rivelato però altri aspetti e intrecci che vanno ben oltre i problemi economici degli utenti autostradali e che accomunano tutti quei cittadini e comunità che in Veneto subiscono l’imposizione delle grandi infrastrutture in project financing.
BARRIERA, CASELLO E “GRANDI OPERE”
Il progetto iniziale del Passante prevedeva l’arretramento della barriera di Villabona nei pressi del vecchio casello di Dolo e la conseguente completa liberalizzazione della tratta Mestre-Dolo. Fu quindi costruito il casello di Vetrego per permettere la costruzione della nuova barriera, ma dopo la realizzazione del Passante la situazione da provvisoria diventa definitiva e non per difficoltà progettuali come qualcuno vuole farci credere, ma perché nell’area di Roncoduro la regione Veneto, con la complicità delle amministrazioni di Dolo e Pianiga sta portando avanti altri progetti: l’innesto della Romea Commerciale sul Passante e la gigantesca speculazione immobiliare che va sotto il nome di Veneto City, con annesso nuovo casello in località Albarea di Pianiga (28 milioni di euro).
INACCETTABILI GLI AUMENTI DEI PEDAGGIPer risolvere il problema del tornello la società CAV SpA che gestisce il Passante propone di uniformare le tariffe su tutta la tratta Mestre-Padova est: quindi a partire dal mese di giugno per percorrere il tratto Mirano-Padova est si pagheranno 2,7 euro invece degli attuali 0,8 euro, così come 2,7 euro si pagheranno per andare da Mestre a Padova est (oggi 3,2 euro). Per i residenti dei Comuni di Mira. Mirano, Dolo, Spinea e Pianiga che siano dotati di telepass e dimostrino di effettuare la tratta almeno 20 volte al mese l’aumento sarà “solo” il doppio degli attuali 80 cent.
Si tratta con tutta evidenza di un salasso esorbitante che va a penalizzare soprattutto i residenti e i lavoratori pendolari che per forza di cose saranno costretti a riversarsi sulla viabilità normale intasando Riviera e Milanese. Colpa dei “furbetti del casello” dicono in Regione, dimenticandosi che questa situazione si è venuta a creare proprio a causa del mancato arretramento della barriera di Mestre.
I VERI FURBETTI E IL DEBITO ILLEGGITTIMO DI CAV
I veri furbetti sono CAV, ANAS e Regione Veneto perché in realtà la questione tornello è solo un pretesto per giustificare aumenti che servono a pagare debiti colossali. La storia ha dell’incredibile: CAV ha appena aperto due mutui (423,5 milioni di euro in totale) per ripagare ANAS (socia di CAV) dei soldi anticipati per il Passante (circa 1 miliardo), soldi che però provenivano da finanziamento pubblico, cioè dalle tasse dei cittadini. Ora questi mutui sono erogati da enti sostanzialmente pubblici (Cassa Depositi e Prestiti e Banca Europea degli Investimenti) ma a condizioni insostenibili, cioè con tassi di interesse di mercato (circa il 4,7%), tempi di estinzione ristrettissimi e spese di commissione esorbitanti (CAV ha già versato a Cassa Depositi e Prestiti 8,4 milioni di euro solo per la sua opera di intermediazione con BEI).
In pratica per i prossimi 15 anni CAV SpA dovrebbe pagare rate per circa 28 milioni di euro all’anno in più, solo per il rimborso delle quote capitali e senza contare gli interessi. Peccato che il bilancio 2012 dimostri che a causa della crisi e delle tariffe troppo alte il traffico sulla rete di competenza è calato del 7,5% con un conseguente crollo dell’utile netto che dai 17 milioni del 2011 si è ridotto a poco più di 4 milioni nell’ultimo anno.
E’ evidente che in queste condizioni il debito non è ripagabile: e infatti CAV sta già pensando alla possibilità di emettere titoli obbligazionari (i famigerati Project Bond) che però andranno a generare ulteriore debito. Un meccanismo perverso che genera debito su debito usando soldi dei cittadini e che alla fine serve per spremere sempre ancora più denaro dalle loro tasche con pedaggi tra i più cari in Europa.
A vantaggio di chi? Delle ditte della cricca del cemento come la Mantovani SpA, Impregilo o CMC sempre in prima fila nella costruzione delle grandi opere, ma anche a vantaggio dei soci delle banche finanziatrici, in questo caso il Governo e le fondazioni bancarie come MPS e Banca Intesa (azionisti di Cassa depositi e Prestiti).
Ma di debito in debito il buco si allarga e prima o poi si apre una voragine. A finirci dentro saranno proprio i soci pubblici di CAV, cioè la Regione e ANAS: a quel punto le ripercussioni sui cittadini si misureranno non più solo in termini di tariffe autostradali esasperate, ma anche con tagli ai servizi essenziali (scuola, trasporti, sanità). Questa la vera polpetta avvelenata del Passante di Mestre, che oggi rappresenta emblematicamente quali siano gli impatti economici e non solo ambientali delle decine di “grandi opere” previste in Veneto con il sistema del Project Financing.
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