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08/05/2013 - 13:42
La manifestazione è indetta dal comitato Opzione Zero per chiedere l'arretramento della barriera di Villabona a Mestre, dire no al nuovo aumento delle tariffe proposto da CAV, denunciare la dissenata gestione finanziaria di CAV che mette arischio il bilancio della Regione Veneto.
La manifestazione si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale indetta dai Movimenti per una "Nuova Finanza pubblica e sociale" che si pone come primo obiettivo la ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti.
Mira 2030 aderisce e invita tutti a partecipare numerosi.
Di seguito il comunicato stampa di Opzione Zero, in allegato il volantino.
CS Opzione Zero 8 maggio 2013
“I debiti incombono, le banche alle calcagna, lo scandalo mantovani e il traffico che cala … Ma te ce l’hai ancora qualche spicciolo? Ti avanza un po' di asfalto? Puoi ospitare un casello in giardino? Aiuta anche tu...facciamoli sentire la nostra “solidarietà”.
Si usa l’ironia nel volantino del Comitato Opzione Zero che annuncia la manifestazione di fronte alla sede della CAV per sabato 18 maggio alle ore 9.30, ma c’è poco da scherzare: la CAV è una società ormai allo sbando che rischia di provocare una voragine nei conti dei suoi soci ANAS e Regione Veneto.
Basta guardare al bilancio 2012 approvato dalla Giunta regionale il 16 aprile scorso (ma non ancora pubblicato nel sito ufficiale): i dati consuntivi del 2012 mostrano un vero e proprio crollo del traffico sulla rete gestita da CAV di circa –7,5%, che fa il paio con un –7,2% di ricavo da pedaggi e una contrazione dell’utile da 17,1 milioni del 2011 a 4,3 milioni del 2012. A fronte di questa situazione nel bilancio si legge che CAV dovrà reperire risorse per oltre 1 milardo di euro per ripagare i debiti con ANAS, e per farlo andrà a contrarre un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per 423,5 milioni di euro, con tassi di interesse di mercato.
E’ chiaro dunque che l’operazione di uniformare le tariffe sulla tratta Padova-Mestre più che per risolvere il problema del tornello di Vetrego, è stata pensata per scaricare ancora una volta i costi del debito sugli utenti.
Ma per Opzione Zero la questione è ancora più grave perché da questi dati si capisce come questo debito non potrà mai essere ripagato, nemmeno raddoppiando le attuali tariffe. Il meccanismo perverso di fare debiti su debiti prima o dopo esploderà con gravissime ripercussioni sui bilanci dei due soci pubblici di CAV: ANAS e Regione del Veneto.
Insomma il Passante diventa oggi l’esempio eclatante di quelle che i comitati ormai definiscono come “Grandi opere inutili e imposte” realizzate in project financing: dei veri e propri buchi neri in grado di prosciugare le tasche dei cittadini e le risorse per i servizi essenziali.
Una manifestazione doppiamente importante quella lanciata da Opzione Zero perchè oltre a reclamare il rispetto degli accordi sul Passante (arretramento della barriera da Villabona a Dolo) e il blocco dell’aumento delle tariffe, vuole denunciare l’irresponsabilità e i rischi della gestione finanziaria di CAV. Non è casuale nemmeno la data del 18 maggio, visto che in tutta Italia in quei giorni è indetta una mobilitazione dai movimenti che si battono per una “nuova finanza pubblica e sociale”, affinché la Cassa Depositi e Prestiti torni ad essere un ente completamente pubblico a servizio del bene comune e non delle banche.
E’ importante esserci, partecipa e fai partecipare!!!
segui tutte le istruzioni per la manifestazione su
www.opzionezero.org
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